Cos’è lo Stress


aforisma-lou-holtz
Prima di spiegarti cos’è lo stress, mi piacerebbe raccontarti una storia.
Durante una lezione universitaria, uno psicologo stava spiegando ai suoi allievi come gestire meglio lo stress; a un certo punto, sollevò un bicchiere d’acqua e domandò loro: “Quanto credete che pesi questo bicchiere d’acqua?”. Le risposte furono diverse, alcuni studenti risposero 200, altri 250 e altri ancora 500 grammi.
Dopo qualche istante di silenzio lo psicologo replicò: “Il peso assoluto non conta, dipende dal tempo per cui lo reggo. Se lo sollevo per un minuto, non è un problema. Se lo sostengo per un’ ora, il braccio mi farà male. Se lo sollevo per tutto il giorno, il mio braccio sarà intorpidito e paralizzato. In ogni caso il peso del bicchiere non cambia, ma più a lungo lo sostengo, più pesante diventa”.

E continuò: “Gli stress e le preoccupazioni della vita sono come quel bicchiere d’acqua. Se ci pensate per un momento non accade nulla. Pensateci un po’ più a lungo e incominciano a far male. E se ci pensate tutto il giorno, vi sentirete paralizzati e incapaci di fare qualunque cosa. Pensateci tutta la vita e vi ammalerete.”

Questa breve storia illustra molto bene come lo stress può influenzare le nostre vite e le conseguenze che possono derivare da una sua non corretta gestione.
Per stress si intende una serie di reazioni che avvengono nel nostro corpo in risposta a degli stimoli esterni, o stressors. Nella definizione di Hans Selye, il padre della teoria dello stress, viene definito come “la risposta strategica dell’organismo nell’adattarsi a qualunque esigenza, sia fisiologica sia psicologica, cui venga sottoposto”.

Diversi tipi di stress


A seconda di come una persona percepisce l’evento stressante, si identificano due diverse tipologie di stress:

  • l’ eustress e
  • il distress.

L’eustress è quel tipo di stress funzionale al raggiungimento dei nostri obiettivi, quello che ci permette di dare di più e di affrontare con successo una situazione impegnativa. Il distress, al contrario, subentra nel momento in cui siamo alle prese con troppi stimoli (o con troppo pochi), oppure quando ci ritroviamo in situazioni su cui non abbiamo nessun controllo o in cui agiamo in maniera non congruente con i nostri valori.

Come si può notare, non è il fattore stressante in sé a essere buono o cattivo, ma dipende dal nostro atteggiamento verso la situazione che ci mette a disagio.

Reazioni allo stress


L’intensità della reazione fisiologica non dipende quindi dallo stimolo in sé, ma dal modo in cui reagiamo a quel determinato stimolo. Lo stress, infatti, prepara l’organismo ad affrontare una situazione insolita o imprevista, anestetizzando alcune funzioni non vitali e fornendoci una dose extra di energia per lottare/fuggire.

Al verificarsi di un evento stressante, si innescano una serie di reazioni, tra cui:

  • Aumento del battito cardiaco, della pressione e della frequenza respiratoria
  • Aumento dell’afflusso sanguigno ai muscoli
  • Riduzione dell’afflusso sanguigno al cervello, all’apparato digerente e agli arti
  • Rilascio del glucosio nel sangue
  • Blocco momentaneo della digestione / del sistema immunitario
  • Inibizione dell’attività emotiva

In buona sostanza, il corpo mette in atto una strategia che ci fornisce tutto il necessario per affrontare un pericolo, come se ci trovassimo all’improvviso di fronte a una tigre dai denti a sciabola.

Tramite una serie di reazioni ormonali, che ci forniscono l’energia per scappare o combattere, il corpo si prepara per affrontare la tigre dai denti a sciabola, o, come più spesso avviene nel nostro caso, un diverbio con un collega o un esame universitario. Qualunque sia lo stimolo (reale o immaginario, perché, come scrisse Maxwell Maltz, il corpo non distingue un’esperienza reale da una vividamente immaginata) che innesca questa reazione nel nostro organismo, il corpo risponde sempre con la stessa dinamica.

L’attivazione dell’organismo prende il nome di “Sindrome generale di adattamento”, e si articola in 3 fasi:

Tabella sindrome adattamento allo stress di Selye

Tabella sindrome adattamento allo stress di Selye

  1. FASE DI ALLARME: in seguito a uno stressor, l’organismo avvia una serie di reazioni che gli forniscono un surplus di energia, dovuta al rilascio di adrenalina;
  2. FASE DI RESISTENZA: il corpo tenta di contrastare gli effetti negativi dell’affaticamento prolungato, producendo risposte ormonali per mantenere alti livelli di energia;
  3. FASE DI ESAURIMENTO: quando l’esposizione allo stressor si protrae troppo a lungo, l’organismo non riesce a mantenere la sua resistenza e si possono sviluppare diverse patologie.

 

Effetti dello stress


Quando non riusciamo  a gestire correttamente lo stress, a livello fisico ed emotivo incorriamo in effetti immediati ed effetti a lungo termine, a seconda del tempo per il quale si è protratto lo stress. Gli effetti immediati sono quelli che compaiono immediatamente dopo l’esperienza stressante, e sono facilmente reversibili rimuovendo lo stressor o disperdendo l’energia che abbiamo accumulato.

Se l’esposizione allo stimolo perdura nel tempo, l’organismo mette in atto una serie di adattamenti che danno luogo a cambiamenti fisiologici e/o strutturali non più reversibili con il riposo o l’attività fisica.

tabella effetti stress

Strategie anti stress


Ci sono diversi modi per fronteggiare una situazione stressante, variabili da persona a persona e da situazione a situazione. Endler e Parker hanno evidenziato tre diverse strategie (dette anche coping) che possiamo mettere in atto quando siamo stressati:

  • task coping, o frontaggiamento centrato sul compito
  • emotion coping, o frontaggiamento centrato sulle emozioni
  • avoidance coping, o frontaggiamento centrato sull’evitamento

Il task coping è rappresentato dalla tendenza ad affrontare il problema in maniera diretta, dalla ricerca di soluzioni da mettere in pratica per ritornare ad avere il controllo della situazione. Chi affronta lo stress con questa strategia adotta un atteggiamento attivo e si focalizza sulle azioni da compiere; inoltre solitamente chi predilige questa modalità ha la necessità di affrontare le situazioni stressanti da solo, senza aiuti non richiesti dall’esterno.

L’emotion coping è rappresentato dalla tendenza ad affrontare il problema in maniera emozionale, dalla condivisione delle proprie emozioni e dalla necessità di farsi ascoltare per abbassare la carica emotiva e passare all’azione in un secondo momento. Chi predilige questa modalità ha la necessità di condividere le emozioni legate allo stress con gli altri, di sfogarsi con una persona che possa ascoltare senza giudicare o fornire soluzioni.

L’avoidance coping è rappresentato dalla tendenza ad affrontare il problema in maniera protettiva, ossia facendo finta che la situazione stressante non esista e spostando l’attenzione verso cose più piacevoli. Chi predilige questa modalità ha la necessità di ignorare l’esistenza di qualsiasi problema per ritornare in una situazione mentale di equilibrio, attraverso distrazioni continue o affidandosi a comportamenti non sani come l’abuso di fumo o alcool.

Ognuno di noi solitamente ha una strategia che adotta più spesso delle altre, ma si può anche utilizzare una combinazione di tutte e tre. Nessuna è meglio o peggio delle altre, semplicemente ogni volta metteremo in pratica la strategia più funzionale.

Siamo quindi noi stessi che, attraverso il modo in cui affrontiamo gli eventi, contribuiamo a renderli più o meno stressanti e, tramite le nostre capacità di coping, li affrontiamo in maniera più o meno efficace.

Le soluzioni


Abbiamo visto come funziona lo stress e le strategie che mettiamo in atto incosapevolmente per fronteggiarlo. Le strade per ridurlo nella vita di tutti i giorni sono essenzialmente due:

  • la prima è intervenire sui sintomi dello stress, utilizzando delle tecniche che ci permettono di far defluire l’energia in eccesso e di ripristinare l’equilibrio mentale. Nella sezione risorse troverai una selezione dei migliori strumenti anti stress.
  • la seconda è intervenire sulle cause dello stress, scoprendo che cosa sia a causarci stress e trovando una soluzione adatta. Per fare questo puoi completare lo stress test che ti indicherà le soluzioni migliori per la tua situazione.

Un’altra cosa che possiamo fare per eliminare alla base lo stress è prenderci del tempo per stare soli con noi stessi, fare una profonda analisi dei nostri valori, ruoli e mission; evitare le continue distrazioni della vita e ritagliarci il tempo per fare chiarezza su ciò che vogliamo e su chi vogliamo diventare.

Bisogna, in altre parole, organizzare la propria vita. Per fare questo solitamente c’è bisogno di anni di ricerche e di tanti soldi spesi in corsi di formazione. Non è facile trovare qualcuno che ci faccia le giuste domande, che ci obblighi a riflettere su questi temi.

Proprio perchè non c’era un percorso che insegnasse a fare questo, ho dedicato l’ultimo anno della mia vita a creare un prodotto che permetta di rispondere a queste domande, selezionando il meglio delle mie esperienze e creando un metodo che risponda a queste esigenze. E’ nato così il metodo OYL, Organize Your Life, che puoi provare gratuitamente cliccando sul pulsante.

CLICCA QUI!


Piaciuto l’articolo?
Sostieni il blog condividendolo sui social network, te ne sarò enormemente grato!