20
Apr
2015

Matteo Salvo: gestire lo stress per migliorare la memoria

Lo stress può influire sulla memoria? Scopri come migliorare la memoria con Matteo Salvo, uno dei massimi esperti di tecniche di apprendimento rapido.

La vera arte della memoria è l’attenzione.
S. Johnson
Condividi!

Abbiamo intervistato Matteo Salvo, uno dei massimi esponenti italiani nell’insegnamento delle tecniche di memorizzazione e apprendimento.

Con lui, vincitore di eventi internazionali quali i Campionati mondiali di memoria e Guinness World Record Memory Man, abbiamo cercato di capire quanto sia importante una corretta tecnica di apprendimento e memorizzazione.

Inoltre, scopriremo la correlazione tra stress e performance, e come migliorare la memoria senza stress.

Migliorare la memoria: esiste un metodo?

Ciò che è sempre mancato nel sistema educativo, soprattutto italiano, è una propensione al metodo: gli insegnanti a scuola dicevano che non avevamo metodo di studio, senza però provvedere ad insegnarcelo.

Nel corso del tempo si è consolidata la convinzione che lo studio si debba misurare in termini di tempo (due mesi per l’esame di diritto, tre per quello di economia ecc.), ascrivendo poi a doti personali la capacità di accorciarli.

In realtà continuiamo a prediligere sistemi di studio che hanno dei tempi morti assolutamente evitabili, riducendo le performance dei processi mnemonici e cognitivi.

La velocità di lettura, ad esempio, è una qualità che si può senz’altro migliorare, accrescendo anche la comprensione del testo; questo perché il cervello elabora le informazioni più velocemente dell’occhio e impiega il tempo rimanente a sua dispozione… per  distrarsi.

Anche le fasi di apprendimento non sono oggetto di attenzione specifica: leggi, sottolinea e ripeti è, in varie declinazioni, lo strumento universale per imparare.

Eppure la nostra memoria, adeguatamente supportata, può fare molto di più. Le mappe concettuali, ad esempio, sono fondamentali per definire i punti fondamentali di un argomento, sviluppandoli in modo da avere ben chiaro, fin dall’inizio i collegamenti tra l’uno e l’altro senza bisogno di attendere che il cervello, con il tempo, li sedimenti e li colleghi.

Quali sono i consigli per migliorare la memoria senza stress?

Date queste premesse, che non è possibile approfondire in un solo articolo, possiamo pensare che migliorare la memoria possa avere un effetto dirompente sia in ambito scolastico che professionale.

Anzi, in questo secondo caso, la necessità di imparare nuove cose in breve tempo, in maniera che siano immediatamente utilizzabili nei processi lavorativi è ancora più pressante.

Nuovi termini di una lingua, formule, elenchi sono tutti dati che ognuno, nel suo lavoro, spesso dovrebbe essere capace di memorizzare in fretta e ritenere a lungo per ottenere migliori risultati.

Immaginiamo quindi di aver appreso il modo più corretto di imparare e ricordare e di essere sicuri ormai di saperle padroneggiare: innanzitutto, migliorano le prestazioni, in quanto si riduce il tempo destinato all’apprendimento per poterlo dedicare, ad esempio, all’elaborazione del progetto, che poi è il vero obiettivo, ma soprattutto si riduce il livello di stress correlato.

Infatti, la certezza di aver già acquisito le competenze e conoscenze necessarie, e soprattutto di poterne acquisire altre con un buon metodo aumenta i nostri livelli di sicurezza, migliora l’autostima, ci rende capaci di affrontare le sfide professionali con la tranquillità di avere gli strumenti necessari.

Tuttavia, questa consapevolezza non basta a controllare il nostro stress: è importante, proprio per garantirsi una fase dell’apprendimento efficace, limitare i fattori stressanti connessi, così come, al momento della prestazione, avere il controllo di sé per potersi esprimere al meglio

Dal primo punto di vista ciò che rileva è determinare condizioni preliminari proficue per lo studio:

  • eliminare le distrazioni il più possibile (il riferimento a social e youtube è casuale),
  • cercare una condizione nella quale ci si senta totalmente a proprio agio (Matteo Salvo sostiene che addirittura un abbigliamento confortevole abbia il suo ruolo),
  • imporsi delle regole, come ad esempio i cicli di lavoro che consentono di rendere possibile un’attenzione totalmente mirata nel tempo previsto.

Giunti al momento della prestazione, dopo la corretta fase preparatoria, lo stress può comunque intervenire: le aspettative personali, la pressione degli altri, l’eventuale presenza di pubblico (ad esempio mentre si sostiene un esame o si presenta un progetto di lavoro possono comunque incidere sulla nostra capacità di gestire le emozioni e di dare il meglio di sé.

Il rischio è che la componente positiva dello stress, quella che ci spinge a dare il massimo nei momenti giusti, venga sostituita dal distress, che ci toglie lucidità e concentrazione, vanificando tutto il lavoro precedente.

In questi momenti è fondamentale mantenere il controllo di sé mantenendo il giusto isolamento per favorire la concentrazione e adottando una pratica di rilassamento (prova Link alla meditazione del sito).

È importante gestire tali situazioni limitando al minimo i fattori per i quali non ci si sente a proprio agio. Ad esempio, prima di un esame, inutile stare ad ascoltare per ore chi ci precede: l’unico risultato sarà convincersi che non si sa nulla. Meglio mettersi tranquilli in un posto, rilassare il corpo e la mente senza ascoltare quel rumore di fondo che ci distrae e ci impedisce di mantenere la nostra concentrazione al top.

Sempre secondo i consigli di Matteo, poi, si potrà elaborare una propria mappa mentale nella quale si delineano tutti i possibili problemi e a essi si dà già una possibile soluzione. In questo modo la preparazione all’evento è completa.

In definitiva, il ruolo dello stress nelle prestazioni professionali, agonistiche e di studio non solo è ineliminabile, ma è anche necessario: importante è individuare quei sistemi che consentono alla mente e al corpo di trarne tutti i possibili vantaggi e non farsene travolgere.