17
Ago
2015

Stress e bruxismo: cause, sintomi e terapie

Capita anche a te di svegliarti con una sensazione di tensione muscolare, oppure di digrignare i denti durante il sonno? Se si, rientri tra il 10 % della popolazione che soffre di bruxismo.

aforisma-bruxismo

Ormai è noto che le patologie di non gravissima entità che accompagnano spesso la nostra esistenza possono avere cause squisitamente fisiche o possono rappresentare l’espressione di un disagio emotivo inespresso: pertanto un approccio olistico è il più indicato per comprenderne la natura ed affrontarlo in maniera risolutiva.

Un esempio illuminante di quanto detto è rappresentato dal fenomeno del bruxismo, che colpisce percentuali elevate della popolazione adulta.

Ne parliamo con la dott.ssa Maria Antonietta Cambrea, che ha affiancato alla sua attività di odontoiatra studi di Ortodonzia Funzionale Neurosensoriale e di Dentosofia, terapia innovativa che pone in rilievo il legame tra l’equilibrio della bocca e l’equilibrio di tutto l’essere umano, e che le hanno consentito di avere un approccio olistico al paziente e non solo alle sue patologie.

Che cos’è il Bruxismo?

Il bruxismo è una parafunzione dell’apparato masticatorio, caratterizzata da movimenti di serramento e digrignamento dei denti; può provocare nel tempo danni a denti, gengive, articolazione temporomandibolare, nonché dolori muscolari facciali e cervicali, cefalee o mal di testa.

Tali conseguenze nel tempo possono peggiorare la qualità della vita; diventa quindi molto importante analizzare in che modo il bruxismo si manifesta e quali sono le cause al fine di individuare poi i più opportuni correttivi.

Il bruxismo può essere  distinto in:

1) Bruxismo statico con serramento, in cui il soggetto effettua una contrazione isometrica della muscolatura durante il giorno e ha la consapevolezza di mettere in atto tale comportamento; 

2) Bruxismo dinamico in cui il soggetto, digrignando, esercita una contrazione isotonica; generalmente, tale comportamento viene messo in atto di notte in maniera inconsapevole e il disturbo viene evidenziato non dalla persona che ne soffre, ma da chi gli dorme accanto e viene disturbato nel suo riposo!

Quali sono le cause principali?

In caso di bruxismo primario, non se ne riesce ad individuare le cause; quando ci si trova di fronte ad un bruxismo secondario, invece, le origini possono ricondursi a diversi fattori tra cui: un problema neurologico, l’utilizzo di antidepressivi, l’abuso di anfetamine, cocaina, tabacco e alcoolmalocclusioni dentali o rifacimenti inadeguati di cure odontoiatriche.

Talora un fenomeno di bruxismo può essere associato anche a carenze nutrizionali, alla presenza di parassiti intestinali, ad allergie, a disturbi ormonali, a problemi di equilibrio posturale al rachide cervicale o alla zona pelvica.

Fondamentalmente però, la maggior parte dei soggetti che soffrono di Bruxismo, con percentuali di circa il 70%, presenta sempre dei disagi legati ad un elevato livello di stress, ad un notevole livello di ansia ed ostilità nell’ambiente in cui vivono, e a cui sono esposti in maniera cronica.

In che modo lo stress determina situazioni di bruxismo?

Molto spesso fenomeni di bruxismo si incontrano in persone timide e introverse, che hanno difficoltà ad esprimere i propri bisogni e desideri. Sono quindi abituati a reprimere le proprie emozioni, a non manifestare all’esterno i propri stati d’animo. 

In queste situazioni fenomeni di bruxismo intervengono come valvola di sfogo, che l’individuo si concede nella fase del sonno, momento in cui, naturalmente, abbassa il proprio livello di guardia.

In definitiva, il soggetto “bruxa” per ridurre il suo stress, inteso come capacità specifica del soggetto di interpretare e vivere ciò che gli accade.  

Data la frequenza di queste motivazioni alla base di fenomeni di bruxismo, questo viene sempre più considerato come un disturbo del sonno legato allo stato emotivo.

Come ci si accorge di avere il bruxismo?

Sempre nel caso di bruxismo durante il sonno, come già detto, ad accorgersi della patologia non è il diretto interessato, che la vive in maniera inconsapevole, ma qualcun altro che può osservarlo mentre dorme.

Da un punto di vista medico, poi, per la diagnosi di bruxismo si effettua un esame specifico, chiamato polisonnografia, un esame complesso, realizzato nei centri appositi durante il sonno e che prevede una serie di misurazioni (pressione arteriosa, elettrocardiogramma, ellettroencefalogramma, rumore respiratorio, posizione corporea).

In alternativa si può applicare al paziente una mascherina specifica, il cosiddetto Brux Checker. Quest’ultimo viene realizzato su misura con un modello in gesso, prendendo l’impronta della bocca del paziente che, usandola di notte a casa, consumerà determinati punti occlusali.

Quando si riposiziona, successivamente, la mascherina (che è di colore rosso) nel modello di gesso (che invece è bianco), l’evidente differenza di colore metterà in risalto le zone usurate, consentendo una valutazione specifica.

Si evidenzierà , inoltre,  anche la presenza di interferenze occlusali che il paziente tenderebbe ad autolimarsi con il digrignamento, al fine di procurarsi una maggiore libertà di movimento della mandibola . 

Quali sono le possibili terapie?

Ad oggi le strade sono due:

1) Iniezioni di tossina botulinica

Con questo sistema si vanno a paralizzare i muscoli facciali. Se da un lato si limita il fenomeno del digrignamento, il paziente, che in quel modo gestisce e “scarica” il suo stress, si troverebbe inibita questa possibilità e potrebbe cercare, a livello inconscio, un  altro organo bersaglio sul quale scaricare la sua ansia. Questo aumenterebbe il rischio di procurarsi, per  esempio, una gastrite, una colite o addirittura, nei casi più gravi, un infarto.

2) Byte personalizzato

In alternativa si può ricorrere ad una soluzione meno invasiva, rappresentata da un Byte notturno confezionato su misura; si tratta di  un apparecchio trasparente realizzato con delle resine particolari che, simile nella forma al paradenti degli sportivi, viene posto tra le arcate dentarie. Questo supporto costringe la mandibola ad assumere la posizione corretta.

È poi utile un intervento di più ampio respiro sulle cause del bruxismo, andando a identificare e tentare di eliminare i fenomeni stressanti.

Infatti, è importante sottolineare che la patologia è in realtà il sintomo di un malessere più profondo e che eliminarne gli effetti non incide sulle motivazioni di base.

Un’analisi sulle abitudini psico-comportamentali e un intervento per la riduzione del controllo dei fattori stressanti diventa la soluzione più radicale che ha conseguenze dirette sulla complessiva qualità della vita. Pertanto, ogni caso va valutato singolarmente da un professionista del campo.