23
Feb
2015

Stress e postura: i vantaggi della Pancafit

Lo facciamo tutti, tutti i giorni: ci fermiamo e massaggiamo il collo, lo ruotiamo, convinti che quella rigidità che sentiamo sia solo un accumulo di tensioni dovuto a posizioni scorrette.
In realtà, è facile capire che a stancarci tanto sono anche tutte le ansie, le preoccupazioni, gli impegni da cui siamo presi quotidianamente.

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È quindi possibile percepire lo stress provato a livello emotivo anche dall’osservazione del corpo e del modo con cui esso si pone. Per aiutarci a comprendere meglio quanta correlazione ci sia tra stress e postura ci siamo rivolti al Prof. Daniele Raggi, posturologo inventore della Pancafit, un attrezzo per il riequilibrio posturale e del metodo Raggi, che ne rappresenta l’applicazione.

Cos’è la Postura?

La Postura potrebbe essere definita come “l’ombra della vita vissuta” che si rende visibile sul corpo di ciascuno. In pratica, essa è come il nostro “vestito”, la nostra pelle, la nostra storia, la nostra forma. Questo è dovuto al fatto che, nel tempo, ognuno di noi ha assunto delle caratteristiche posturali, a seguito di eventi, sia fisici che emotivi, che ci hanno accompagnato. Tra questi:

● Fattori ereditari

Traumi ed emozioni

Scorrette abitudini posturali

● Micro traumi da sport

Disfunzioni recettoriali (occhi, bocca, lingua, cicatrici, malocclusioni, ecc…)

Tutti questi elementi rendono unica la postura di ciascuno di noi: al pari dei cristalli di neve, non ce n’è uno uguale ad un altro. E quindi, la postura di ciascuno di noi parla di sé, del proprio vissuto, che come tale appare disponibile e visibile a chiunque sappia “leggere” tali segnali.

Lo stress influenza la postura o viceversa?

I due elementi sono legati a doppio filo e si influenzano vicendevolmente. Le conseguenze che lo stress esercita sulla postura dipendono dal ruolo che nel nostro cervello assume una delle sue componenti più antiche, il paleoencefalo: esso, preposto al mero calcolo della sopravvivenza in caso di minaccia, “osserva” l’ambiente circostante per stabilire il comportamento più adeguato, gestendo, quindi, il livello di tensione. Nella misura in cui vi è un adeguato stress, il sistema studia e si adatta per migliorare le proprie prestazioni.

Se si supera tale soglia fisiologica, arrivando ad una situazione di di-stress (nella quale una persona non è in grado di adattarsi completamente ai fattori di stress), il sistema ha difficoltà ad adeguarsi, e il persistere di una tale condizione può condurre lentamente gli organi e, di conseguenza, la postura a situazioni di patologia.

Infatti non può esistere un organo malato con una postura sana. Analogamente, un organo malato, articolazioni disfunzionali o malate, che dunque si esprimono anche attraverso una postura non corretta, sono in grado di attivare fenomeni di sofferenza tale, per cui il sistema centrale (Sistema Tonico Posturale) ne soffre, va in over stress: ecco, anche in questo caso, l’insorgere di una patologia.

Quali sono i benefici di una postura corretta?

Per dovere scientifico, è utile precisare che non esiste una “postura corretta”. Esistono, invece, posture ideali come riferimento, quelle che consentono al Posturologo di orientarsi e individuare dei riferimenti. Tradizionalmente, possiamo identificare la bella postura nei canoni espressi dalla classica figura greca, che definiva le proporzioni ideali fra le varie parti del corpo in base al numero aureo 1,618, il φ (phi).

Al di là di queste definizioni, si può più semplicemente affermare che una postura è corretta quando:

● il corpo è in equilibrio e consente al sistema di esprimere al massimo le sue potenzialità

● le articolazioni possono produrre movimento forte, potente e a lungo nel tempo

● gli organi interni non sono perturbati da stati tensivi posturali

● le articolazioni sono libere di muoversi e flettersi senza dolore

In pratica, assumere una postura corretta è come abitare in una bella casa, comoda, spaziosa, luminosa.

Cos’è il Metodo Raggi?

Il metodo Raggi ha origine nella metodica posturale Mézières, che io avevo già studiato e che praticavo, creata nel 1947 in Francia dalla fisioterapista Françoise Mézières, in base alla quale, se la forma di un corpo è deformata, la funzione che ne consegue è falsata. Se vi sono disarmonie morfologiche vi saranno, pertanto, compensi e/o cattive sinergie, con il rischio di patologie e dolore. Ma è stata un’esperienza personale traumatica, vissuta nel 1995, ad avere un ruolo decisivo: in quell’anno ho subito un brutto incidente in palestra mentre facevo un esercizio con carichi. Una gravissima lussazione sacro iliaca ha stravolto la mia vita e sovvertito i valori che fino a quel punto erano stati per me di riferimento.

Così, ho cominciato un lungo pellegrinaggio attraverso mille metodi, accumulando tuttavia solo dei fallimenti. Sono stati forse proprio questi ultimi a portarmi alla creazione di Pancafit: spinto dalla disperazione, assemblai due assi di legno, bloccandole in modo tale che le due estremità fossero appoggiate sulle pareti del corridoio e le parti centrali si incontrassero nel mezzo a formare al centro un angolo di oltre 110º.  Cominciai a usarla e permisi a me stesso di approcciare al mio problema con calma e un po’di desolazione. Finalmente avevo smesso di lottare con le sole armi della forza e della rabbia.

Mi ritrovai a passare a volte anche due ore in quella posizione, respirando come sapevo di dover fare e spesso addormentandomi addirittura. In breve tempo cominciai a notare dei miglioramenti, costanti e progressivi. Quando mi resi conto che erano risolutivi e non transitori, cominciai a lavorare sulla mia panca primordiale per migliorarne la funzionalità e renderla un vero e proprio attrezzo. Dopo studi ed esperimenti per aumentarne il confort e la fruibilità, alla fine del 1996 avevo finito il prototipo ben funzionante e all’inizio del 1997 era pronta la odierna Pancafit, uno strumento che oggi sta cambiando la vita a migliaia di persone.

Il metodo Raggi e l’utilizzo della Pancafit si realizzano attraverso un esercizio semplice, che sfrutta la forza di gravità, il tempo, il respiro, alcune posture decompensate. Oggi, il metodo è arricchito ulteriormente da numerosi test della moderna Posturologia. Infatti, un sinonimo di tale metodo è “riequilibrio posturale ad approccio globale“, proprio perché il paziente viene osservato a 360º.

Vengono fatti test per ogni recettore (verifica della funzione visiva, masticatoria, deglutitoria, digestiva; integrità della pelle, del recettore podalico, etc.), per capire da dove provenga il problema di cui soffre il paziente.

L’azione terapeutica applicata successivamente tiene conto di tutti i seguenti fattori:

● la storia del paziente

● il risultato dei test

● l’esame posturale

● le posture che si devono adottare per far emergere le tensioni che hanno condotto alla patologia

Quando tali tensioni si sono esaurite, l’azione terapeutica si può ritenere conclusa: i fenomeni dolorosi sono cessati e il paziente ha recuperato il suo equilibrio posturale. In sostanza, far riemergere le precedenti tensioni significa condurre il corpo a ricordare i vecchi traumi, causa dell’attuale malessere, e accompagnarlo al superamento definitivo degli stessi.

Ci consiglia un esercizio contro lo stress ?

Riallacciandoci a quanto detto della correlazione a doppio filo tra stress e postura, di fatto, tutto ciò che allenta le tensioni sul corpo, allenta anche la morsa dello stress. Per questa ragione, sdraiarsi semplicemente su Pancafit e respirare ha il potere di abbassare lo stato tensivo dell’intero sistema e, di conseguenza, anche lo stress. Bisogna chiarire che la respirazione applicata su Pancafit è particolare, in quanto è destinata a far scendere la reazione del sistema limbico, il sistema delle emozioni e delle reazioni primordiali. E, quando si vanno a regolare tali aspetti, la conseguenza immediata è che lo stress si abbassa, le tensioni si allentano, le articolazioni sono meno serrate, il corpo in generale è più rilassato.

Oltre a questa prima azione, ve ne sono altre più specifiche, che vanno a incidere sul diaframma, determinando uno sblocco vero e proprio a livello di sistema generale. Questo tipo di interventi, tuttavia, devono essere compiuti da un esperto e, solo successivamente, imitati in parte a casa, al fine di produrre tutti i benefici attesi. Dunque, si può far molto per il controllo e la riduzione dello stress. Basta volerlo e dedicarsi tempo.


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